Quando l'uscio
si spalanco', capii subito cosa aveva voluto dire Bagonghi.
Quel nano dagli
occhi dolci e bovini quando apriva bocca puzzava di
corretto al rum, ma spesso diceva cose interessanti.
«Vieni ganavèrre ! - mi aveva
apostrofato - E' inutile che tu vada a rufolare
in giro! Per quelle pillàcchere
devi veni' da me!»
Gli allungai un
paio di fogli filigranati dei suoi preferiti e mi
appoggiai alla
spalletta, accanto agli ormeggi delle barche.
Lui zoppicando
si avvicino' e comincio' a parlare.
Il profumo delle
alghe appena strappate dalla tempesta, ora ammucchiate
sugli scogli, in qualche giorno si sarebbe trasformato in puzzo di
marcio.
Il nano intanto
parlava come un distributore di benzina eroga
carburante e tra poco avrebbe smesso di erogare.
«Hai
'apito? Testa
e lische
caro mio... c'hanno lasciato testa
e
lische in
quella 'asa.»
Gli occhi dolci
e bovini mi fissavano in attesa, come la luce
lampeggiante della pompa self service; ma per il momento il carburante
poteva bastare.
Lo ringraziai e
lo guardai allontanarsi zoppicando, senza dire una
parola.
Quelle
informazioni mi avevano fatto arrivare di fronte a quell'uscio e
d'istinto l'avevo spalancato...
Il buio...